Sbloccare iPod Touch e iPhone 1.1.3

L’articolo è stato pubblicato sul nuovo blog ufficiale, che trovate a questo indirizzo:

http://www.lucamellano.com

Bookmark CSS Web Design e HTML di novembre

Prendendo spunto cortesemente dal blog di HTML.IT, posto i più interessanti link su CSS, Web Design e HTML del mese di novembre.

Ecco la lista:

Sbloccare iPod Touch versione 1.1.2

L’articolo è stato spostato sul nuovo blog al seguente indirizzo:

http://www.lucamellano.com

Tutti i nuovi iPod…

Ebbene si, dopo un rincorrersi di voci più o meno vere e più o meno inventate, nell’ultima conferenza del 5 settembre Apple ha fugato tutti i dubbi, presentando finalmente la nuova linea iPod, che passa dal restyling degli iPod Nano (più larghi e con funzionalità video aggiuntive) al nuovissimo e tanto atteso iPod Touch, l’IPhone senza Phone, come è stato già soprannominato vista la somiglianza e le caratteristiche del prodotto.

iPod Touch

Di seguito vi posto un link con la galleria fotografica completa dei prodotti presentati:

http://www.appleinsider.com/articles/07/09/05/photos_of_apples_2007_holiday_ipod_lineup.html

Come evitare i ban dal servizio Google AdSense

Google AdSense è uno dei programmi di affiliazione PPC (pay per click) più utilizzati dai publisher del web, per diverse ragioni, tra le quali spiccano:

  • la versatilità e semplicità di implementazione degli annunci
  • la capacità del sistema di esporre annunci a tema con gli argomenti della pagina
  • l’alta copertura e varietà di inserzionisti
  • il valore dei guadagni generati dai click

Un neo del programma, a giudizio di molti, sarebbe invece legato alla rigidità del regolamento, e in particolare alle modalità di chiusura degli account.

Va premesso che la disattivazione da parte di Google AdSense avviene al fine di garantire gli inserzionisti (e quindi coloro che pagano il pay per click) sulla veridicità e spontaneità dei click generati.

Su decine di forum dedicati all’argomento vengono riportate da utenti bannati le e-mail ricevute dall’assistenza di Google AdSense, atte a sancire la chiusura degli account. I messaggi più segnalati sono inerenti a comportamenti di “click fraud”, ovvero click illeciti, e contengono spesso frasi di questo genere:

“Abbiamo riscontrato che sono stati generati clic e/o impressioni non validi sugli annunci Google pubblicati nei suoi siti. Pertanto abbiamo disattivato il suo account AdSense di Google.”

La reazione degli utenti, che non di rado si ritengono “in buona fede”, è spesso di rabbia e protesta, evocativa di un comportamento ritenuto “dispotico”, soprattutto per le rare possibilità che sarebbero concesse ai publisher di replicare, provare la propria “innocenza”, richiedere e ottenere una reinclusione nel programma.

La chiusura dell’account è determinabile da molti fattori, che vanno dal mancato rispetto delle linee guida di Google sui contenuti, ad aspetti prettamente legati al regolamento specifico del programma di affiliazione.

Di seguito le principali violazioni identificabili sulla base del regolamento ufficiale, integrate con indicazioni emerse nelle risposte del team AdSense riportate dagli utenti, e nei post presenti sui blog ufficiali del programma di affiliazione:

Mancato rispetto delle linee guida e dei criteri di qualità

I contenuti dei siti affiliati non devono cioè violare le istruzioni e le norme nel Centro di assistenza webmaster, con particolare riferimento ai temi trattati (sono ad esempio interdetti argomenti legati a pornografia, violenza, hacking, gioco d’azzardo, ecc.), alla presenza di dialer automatici e altri software ingannevoli, a violazioni di copyright, all’utilizzo di trucchi indirizzati al posizionamento nei motori di ricerca. Sebbene l’attivazione di un account AdSense sia subordinata ad un controllo preventivo di tali criteri, è responsabilità dei publisher mantenere “in regola” i propri siti web nel tempo, evitando comportamenti fraudolenti o contrari a tali regole.

Modalità di implementazione degli annunci

Ovvero non è concessa la modifica del codice sorgente fornito per l’implementazione, l’inserimento di un numero di annunci superiore a quello concesso, inserimento degli annunci in aree o oggetti non permessi (pop up, pop-under, newsletter, ecc).

Generazione di click illeciti

In altre parole non è permesso al publisher cliccare sui propri annunci, chiedere ad altri di farlo, o addirittura utilizzare software per la generazione automatica di click. In questo caso il “rischio” è alto, in quanto eventuali click sui propri annunci potrebbero essere generati da altri, estranei al publisher, e quindi si tratterebbe di azioni non direttamente controllabili dallo stesso.

A questo proposito esistono software in grado di prevenire click ripetuti, oltre che di fornire, se necessario, prove sui comportamenti illeciti generati e sulla loro imputabilità. Va detto però che tali programmi non devono in nessun modo alterare il codice AdSense, e soprattutto che:

“Non è consentito integrare codice AdSense in alcuna applicazione software.”

In sostanza non è stata fin ora rilevata alcuna presa di posizione di Google rispetto a questo tipo di software, di conseguenza non è possibile in questa sede determinare se sia o no consigliabile farne uso.

È infine da segnalare che sul blog ufficiale italiano di AdSense (nato di recente) un post dal titolo “Ho fatto click per errore” ha chiarito che i click generati accidentalmente non determinano la chiusura automatica dell’account, ma sotto una determinata soglia, porteranno esclusivamente a non addebitare nessun costo all’inserzionista, ergo a rilevare ma non pagare tali click al publisher.

L’utilizzo di tecniche per incoraggiare i visitatori a cliccare gli annunci

È vietato cioè segnalare gli annunci con frecce o frasi del tipo “Clicca qui” o “Siti consigliati” al fine di incoraggiare gli utenti a cliccare.

È invece consentito contrassegnare gli annunci come “Collegamenti sponsorizzati” o “Pubblicità”.

È altresì emerso dal blog ufficiale italiano, che sono considerati comportamenti illeciti anche quelli legati al posizionamento degli annunci nella pagina, atti a generare dei click accidentali:

- Troppo vicino a giochi in formato Flash di Macromedia

- Immediatamente sotto a pop-up o finestre di programmi da scaricare

- Troppo vicino a barre di navigazione o menu a scorrimento, che portano a fare click per errore sugli annunci invece che sul contenuto del sito. In generale ti consigliamo di non posizionare i tuoi annunci vicino a parti del tuo sito con cui i tuoi utenti interagiscono molto.

Affiancamento di annunci simili

Ovvero non è consentito inserire annunci propri o di altri programmi di affiliazione che somiglino agli annunci AdSense, precisamente:

“…che contengono altre inserzioni o servizi formattati con le stesse impostazioni e colori utilizzati per le caselle di ricerca e gli annunci Google…”

e di conseguenza:

“…è tua responsabilità garantire che tali annunci non vengano confusi con quelli di Google.”

Assistenza e reinclusione

Nel dubbio, chiedere prima di fare.

È consigliabile, se si hanno dei dubbi sulle modalità di implementazione dei propri annunci o su aspetti del regolamento, inviare una mail al servizio di assistenza di Google AdSense, prima di pubblicare. La risposta, anche se non sempre rapidissima, è di norma precisa ed efficace nello sciogliere i dubbi.

Nel caso di disattivazione dell’account è invece opportuno verificare se le violazioni contestate siano presenti, e, una volta allineato il sito al regolamento, fare ricorso tramite il form presente in questa pagina, fornendo tutte le informazioni utili alla valutazione da parte dello staff di Google, in modo da permetterne una corretta valutazione e aumentare le possibilità di reinclusione.

Dalle stesse pagine di Google AdSense emerge che gli strumenti di monitoraggio (sia automatici che basati sull’azione di esperti) messi in campo per identificare e scongiurare frodi sugli annunci sia in costante affinamento.

Proprio per la fiducia nelle capacità tecnologiche di Google, l’auspicio di molti publisher, che emerge dai blog e forum dedicati all’argomento, sembrerebbe quello di orientare eventuali click illeciti verso l’invalidazione piuttosto che verso la disattivazione, oltre che di poter verificare in futuro una maggior elasticità riguardo alle riattivazioni di account chiusi.

Questo infonderebbe fiducia e permetterebbe ai publisher di evitare “fobie” e lavorare in modo più deciso e continuativo con uno strumento sicuramente tra i più efficaci nel generare ricavi con i propri contenuti web.

ASP: Convertire data in formato timestamp e viceversa

A volte può essere utile anche in asp utilizzare il formato Timestamp per la formattazione delle date. Il formato timestamp utilizzato in ambito unix si riferisce al numero di secondi passati dalla data 1/1/1970.. La Unix epoch.
Questo formato è molto utilizzato in php dove la funzione time() restituisce proprio la data in formato timestamp.

Vedremo ora come trasformare una data in formato timestamp in asp e come da una data in formato timestamp ottenere la data.Per ottenere la data in formato timestamp basterà quindi calcolare la differenza in secondi tra la data che vogliamo convertire e la mezzanotte dell’ 1/1/1970.

function DataToTimestamp(data)
  if data <> “” AND IsDate(data) then
  DataToTimestamp = datediff(“s”, “01/01/1970 00.00.00″, data)
  else
                                DataToTimestamp = datediff(“s”, “01/01/1970 00.00.00″, Now())
  end if
end function

quindi potremo avere:

DataToTimestamp("22/11/2001 10.11.30") 
DataToTimestamp("") 
DataToTimestamp(Now())

Le ultime due restituiranno la data odierna

Al contrario per convertire da timestamp a data dovremo sommare alla data 1/1/1970 il valore timestamp, che sono i secondi passati dal 1/1/1970 alla data cercata:

function TimestampToData(timestamp)
  if IsNumeric(timestamp) then
                          TimestampToData = dateadd(“s”, timestamp, “01/01/1970 00.00.00″)
  else
                          TimestampToData = Now()
  end if
end functionPer esempio:

TimestampToData(1179330022)

restituirà

16/05/2007 15.40.22

Rilasciate nuove patch da Microsoft

Nella giornata di ieri Microsoft ha rilasciato i consueti aggiornamenti mensili. Il “patch day”, così ormai viene definito il secondo martedì di ogni mese, di aprile ha portato ben 4 aggiornamenti su 5 definiti critici.

Anche Windows Vista questo mese è compreso negli update per via di un bug relativo a Windows Client/Server Run-time Subsystem (CSRSS). L’aggiornamento evita potenziali attacchi da remoto che, potenzialmente, potrebbero compromettereil sistema.

Qui di seguito segnaliamo i cinque bollettini di sicurezza distribuita da Microsoft:

Microsoft Content Management Server (MS07-18)
Universal Plug and Play (MS07-19)
Microsoft Agent (MS07-20)
CSRSS (MS07-21)
Windows Kernel (MS07-22)

E’ comunque consigliabile, salvo situazioni particolari, abilitare il sistema di aggiornamento automatico del sistema: tali tecnologie consentono di installare automaticamente le patch non appena Microsoft le rende disponibili.

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